giovedì, maggio 24, 2007

Come sensibilizzare al proprio "quotidiano"

Questa sì che è una genialata. Non dovrei dirlo, perchè non si fa, ma ci avevo già pensato anch'io...semplicemente non l'ho mai veramente realizzato. Cosa? Un azione di sensibilizzazione delle persone verso il proprio quotidiano, verso "le stesse, solite cose" che ci circondano...Quelle che - guarda un po' - ci sembrano diverse quando torniamo dopo una prolungata assenza da casa. La sensazione è che qualcosa è cambiato mentre eravamo in viaggio, anche se invece siamo cambiati solo noi (cambiano le persone, non i luoghi). Questa strana sensazione di "rivalutazione" della propria città (e la città è solo uno dei primi esempi) al ritorno da un lungo viaggio non è altro che il risultato di uno spostamento del proprio punto di vista sul mondo e sulle cose. E fin qua niente di che.

Ma perchè non siamo in grado di provare la stessa sensazione senza muoverci fisicamente da dove siamo? Costa fatica, tutto qui. Spostare il proprio punto di vista è faticoso. Anche perchè è già faticoso averne uno di punti di vista.

Beh, il duo 0100101110101101.ORG (Eva e franco Mattes, gli inventori del finto artista serbo Darko Maver per intenderci) ci ha riflettuto sopra e ha ben pensato di installare al di fuori di un palazzo qualsiasi nel centro di Viterbo (in data 20/09/2006) una perfetta riproduzione del cartello contenente informazioni turistiche che si espone di solito all'esterno dei numerosi palazzi e chiese storici italiani. Solo che il cartello recita (clicca sulla foto per ingrandire):



Niente da dire se non che si tratta di una bellissima iniziativa che ha accolto - peraltro - numerosi apprezzamenti da parte di tutti i passanti. Ecco, il punto è che la finalità di operazioni come questa è quella di entrare in disuso, in quanto si auspica che le persone non debbano più necessitare di interventi artistici (Obey è un altro esempio eclatante) per riuscire a spostare il proprio punto di vista sul mondo. Ci riusciremo? Chissà.

Andate sul sito ufficiale, ne vale la pena ;-) 0100101110101101.org

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martedì, maggio 15, 2007

Amarcord...quand'ero uno sk8ter ;-)


Madonna quanti ricordi queste scarpe...girovagando quà e là scopro che la Airwalk le produce ancora! Non avete idea di che tuffo nel passato mi fanno fare, sono state le scarpe che ho posseduto e adorato di più in assoluto! Le ho devastate a forza di flippare: double flip, nollie flip, varial, varial shove-it 180 e tutta quella serie di tricks ormai super desueti...le ho trovate in un sito tedesco, visto che a settembre una capatina gliela faccio mi sa che sarà uno degli acquisti più sfiziosi ;-) anche se costano ancora un botto: 79,95 €. Sempre meglio che le f***te All Stars che ho sempre detestato...Metallo!

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venerdì, maggio 11, 2007

Quesiti italiani

Tiè, oggi mi si dev'essere risvegliata la vena patriottica, non so neanch'io per quale ragione. In fondo, però, non ho avevo ancora mai dipanato quel paio di dubbi che ho sempre avuto sui significati intrinsechi del nostro tricolore e di molti passaggi all'interno dell'inno di Mameli...presto detto ho trovato le mie risposte su questo sito -dalla grafica essenziale- ben fatto e fornito di riferimenti bibliografici/link. Per comodità riporto le notizie che più mi interessano, se volete approfondire per vostro conto il link è questo (radiomarconi.com).
Dunque: il tricolore è stato riconosciuto come vessillo nazionale con la Costituzione repubblicana del 1947 (“La Bandiera della Repubblica Italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione” art.12).

Cosa significano i tre colori:
Verde = Il colore delle nostre pianure;
Bianco = Il colore delle nostre cime;
Rosso = Il sangue dei caduti.

Nel suo discorso tenuto il 7/1/1897 a Reggio Emilia per celebrare il 1^ centenario della nascita del tricolore, Giosuè Carducci associa al bianco "la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi"; al verde "la perpetua rifioritura della speranza" e al rosso "la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi". Altri significati ancora associano al bianco la vittoria, la prudenza e l'autorità; al verde la natura, l'uguaglianza, la gioia e la libertà; mentre al rosso si associa l'ardire e il valore.

Ma perchè proprio questi 3 colori? La "non-Italia" del 1796 era invasa dalle vittoriose armate napoleoniche e costituita dalle numerose "mini-repubbliche" di ispirazione giacobina (che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti); quasi tutte queste mini-repubbliche avevano adottato - seppur con varianti di colore - bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni chiaramente ispirate al modello francese del 1790. Tant'è vero che il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 adottando la bandiera Cispadana di tre colori, appunto: verde, bianco e rosso.
Nel 2003 (!), finalmente, sono stati codificati i toni del nostro tricolore: verde prato brillante (17-6153); bianco latte (11-0601); rosso pomodoro (18-1662) della scala Pantone tessile. Le tre bande di colore sono di uguale dimensione.



L'inno di Mameli, invece, ha una storia un po' diversa: è diventato -sì- l'inno nazionale italiano (dopo il 1946) sebbene nessuno lo abbia ancora ufficializzato con un decreto (!).
E' stato avanzato un disegno di legge da parte dei senatori GRILLO, AMATO, STANCA, SELVA, PASTORE, PICCIONI, RAMPONI, POSSA, MAFFIOLI, IZZO, COMINCIOLI e ASCIUTTI il 18/07/2006 (Disegno di legge n.821) che chiede una modifica all'art. 12 della Costituzione per citarlo e decretarlo ma finora non è ancora stato approvato. Il poema originale s'intitola "Canto degli italiani" e fu scritto dallo studente ventenne e patriota Goffredo Mameli nell'autunno 1847. A 22 anni muore ferito ad una gamba, era a fianco di Garibaldi. Sempre nello stesso anno, il 1847, Michele Novaro adatta lo scritto alla musica e dà origine all'inno così come lo conosciamo, sebbene abbia subito qualche variazione (l'originale citava "Evviva l'Italia" e non "fratelli...") e sia stato censurato quando più fece comodo. L'inno diventò subito motivetto popolare e non inno nazionale. Infatti è solo dal 1946 che sostituì la classica Marcia Reale, vero inno d'Italia dal 1861 al 1946.


Ecco invece un'analisi del testo dell'inno di Mameli, in modo da capire i vari riferimenti poco chiari:

Fratelli d'Italia
testo di Goffredo Mameli - musica di Michele Novaro

"Fratelli d'Italia / L'Italia s'è desta (1a)

(1a) Italiani, fratelli di una stessa Patria. Nel manoscritto originario, le parole "Fratelli d’Italia" non compaiono. Era scritto invece "Evviva l’Italia".

/ Dell'elmo di Scipio / S'è cinta la testa (1b) /

(1b) La cultura di Mameli è classica ed è forte in lui il richiamo alla romanità. L'Italia, ormai pronta alla guerra contro l'Austria, si cinge la testa, in senso figurato, (s'è cinta la testa) con l'elmo dell'eroico generale romano Publio Cornelio Scipione, detto poi l'Africano, (Scipio) che nel 202 a.C. sconfisse il generale cartaginese Annibale nella famosa battaglia di Zama (nella attuale Algeria), riscattando così la precedente sconfitta di Canne e concludendo la seconda guerra punica. Dopo la disfatta, Cartagine sottoscrisse il trattato di pace con Roma per evitare la totale distruzione.

Dov'è la vittoria? / Le porga la chioma (2) / Che schiava di Roma / Iddio la creò.

(2) Qui il poeta si riferisce all'uso antico di tagliare le chiome alle schiave per distinguerle dalle donne libere che portavano invece i capelli lunghi. Dunque la Vittoria deve porgere la chiome perché le venga tagliata quale schiava di Roma sempre vittoriosa.

Stringiamci a coorte (3)/ Siam pronti alla morte, / Siam pronti alla morte (4)/ Italia chiamò

(3) La coorte, cohors, era un'unità da combattimento dell'esercito romano, decima parte di una legione; nulla a che vedere con la corte.
(4) Qui a tutti tremano le vene dei polsi, altri fanno scongiuri, ma vale la pena ricordare che l'autore fu coerente con le sue parole.

Noi siamo da secoli (4a) / Calpesti e derisi, / Perchè non siam popolo, / Perchè siam divisi. / Raccolgaci un' unica bandiera, / Una speme, /Di fonderci insieme / Già l'ora suonò.

(4a) Mameli sottolinea il fatto che l'Italia non è unita. All'epoca infatti (1848) era ancora divisa in sette Stati.

Stringiamci a coorte...

Uniamoci, uniamoci / L'unione e l'amore / Rivelano ai popoli / Le vie del Signore (5) /
Giuriamo far libero / Il suolo natio / Uniti per Dio (6)/ Chi vincer ci può?

(5) A dire la verità si potrebbe intravedere in questi versi un sentimento democristiano ante litteram, ma è nota la religiosità di Mazzini, spesso deriso per questo da Marx con il nomignolo di Teopompo.
(6) Il verso "Uniti per Dio" in alcune versioni appare come "Uniti con Dio", per non essere confusa con l'espressione popolare e quasi blasfema "per Dio" ancora oggi in uso nel linguaggio popolare italiano. Nel poema però il verso è derivato da un francesismo che significava "da Dio" o "attraverso Dio".

Stringiamci a coorte...

Dall'Alpe a Sicilia / Dovunque è Legnano (7), / Ogn'uomo di Ferruccio (8)/ Ha il cuore e la mano, /
I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla (9)/ Il suon d'ogni squilla / I vespri suonò (10).

(7) Ossia la battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, in cui i comuni italiani uniti in lega e guidati da Alberto da Giussano sconfisse il Barbarossa.
(8) In questa strofa, Mameli ripercorre sei secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto, la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa (ovunque è Legnano). Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il commissario generale di guerra della Repubblica fiorentina, Francesco Ferrucci (ogn'uom di Ferruccio ha il cor e la mano). Dieci giorni prima della capitolazione di Firenze (2 agosto) egli aveva sconfitto le truppe nemiche a Gavinana. In Firenze fu ferito, catturato ed ucciso da Fabrizio Maramaldo (capitano dell'esercito imperiale), un italiano al soldo dello straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto".
(9) I "Fascisti" non rientrano nell'affermazione, in quanto "Balilla" è il soprannome di Giambattista Perasso (interessante delucidazione N.d.B.), il ragazzo quattordicenne genovese, che con il lancio di una pietra, diede inizio alla rivolta popolare di Genova contro gli austro piemontesi il 5 dicembre 1746 .
(10) Ogni squilla significa "ogni campana". E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all'insurrezione contro i Francesi di Carlo d'Angiò, i Vespri Siciliani. ( Per stanarli gli facevano vedere dei ceci e gli chiedevano: cosa sono questi? E loro, non sapendo pronunciare la "c" dolce, dicevano "sesi", e i siciliani giù botte! )

Stringiamci a coorte...

Son giunchi, che piegano, / Le spade vendute (11). / Già l'aquila d'Austria (12) / Le penne ha perdute /
Il sangue d'Italia / Il sangue polacco (13) / Bevé col cosacco / Ma il cor lo bruciò.

(11) Le truppe mercenarie di occupazione.
(12) L'aquila bicipite, simbolo degli Asburgo.
(12) - (13) L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo."

Testi Consultati:
"Panorama" del 2 luglio 1998 (Valerio M. Manfredi)
"Il tricolore degli italiani. Storia avventurosa della nostra bandiera" (Tarquinio Maiorino, Giuseppe Marchetti Tricamo, Andrea Zagami) Mondadori 2002

Sul sito potete scaricare di ogni, compresi file .mp3 originali dei vari inni e leggere molte altre curiosità sull'argomento. ;-)

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Leggi e decreti...ti interessa?

Il mese scorso ho tenuto lezione a Ravenna a un corso composto esclusivamente da extracomunitari: 2 eritreani, 3 senegalesi, 2 marocchini, 1 sierra-leonese, 1 nigeriana, 5 rumeni, 1 brasiliana, 1 polacca, 1 bulgara e 1 russa. 18 alunni di età differenti che, a modo loro, mi hanno insegnato un sacco di cose - seppur inconsapevoli di farlo. Io, d'altrocanto, gli ho insegnato a familiarizzare un po' di più col computer e a pensare prima di agire d'istinto col mouse...

A parte questi fatti, che sono più personali che altro, è stato interessante constatare che le lezioni a cui hanno partecipato in maniera più coinvolta sono proprio quelle di cui gli italiani farebbero volentieri a meno: la lezione sulla legge 626 (sicurezza e salute in azienda) e 276 (somministrazione di lavoro, la Legge Biagi). Il motivo è facilmente intuibile: nessuno gli aveva mai spiegato prima come funzionano le cose in Italia. Durante le lezioni ho cercato di sviscerare ogni dubbio, andando a cercare tutti i riferimenti ad altri decreti legge (articoli e commi) citati nelle suddette leggi. Non è stato semplicissimo neanche per me riuscire a rispondere a qualsiasi quesito mi fosse posto, pur avendo la legge scritta sotto gli occhi, questo per colpa della forma in cui viene scritta, ovvero il politichese. Ora: se una legge è poco chiara a un italiano, cosa mai potremmo aspettarci che ci capisca uno straniero - anche uno che risiede in Italia da dieci anni? Pure mia madre, che sono più di 30 anni che sta in questo paese, non ne ha un'idea a volte di cosa sta succedendo...va beh, nbon voleva essere uno sfogo ma un momento di riflessione (al quale probabilmente la maggior parte delle persone ha già pensato) su cui vale la pena, però, approfondire singolarmente (sempre).

Per fare questo segnalo i due siti più autorevoli che consentono ad ogni singolo cittadino di consultare qualsiasi legge proposta e approvata in Parlamento dal 1996 ad oggi:
Stiamo all'occhio, come sempre. ;-)

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giovedì, maggio 10, 2007

The future IS yesterday...give it a hit!


Questo è il mio ultimo acquisto: il vecchio, classico telefono della SIP* - qui in versione da parete, probabilmente sarà stato affisso per anni in una scuola, un ufficio pubblico o in un'azienda...funziona ancora, nel senso che fa tu-tu-tu, ma non riesce a chiamare nè ricevere telefonate, ho già fatto le dovute prove. In realtà la mia intenzione è quella di trasformarlo in un oggetto attualissimo, ovvero un telefono VoIp, un po' come ho visto fare dal gruppo "Hulger" facente parte del collettivo inglese Designer's Block durante l'esposizione in Zona Tortona (dal link il video che mostra il doppio calice a "vasi comunicanti" di Jim Rokos) non più di 3 settimane fa. A me però piacerebbe intervenire su un oggetto ormai desueto che andrebbe gettato via per dargli nuova vita, un po' come hanno già fatto i ragazzi di Hulger che hanno già messo in vendita il loro prodotto (vedi il modello Penelope), approvato da Skype. Il fatto è che è facile fare un oggetto tecnologicamente già predisposto alle nuove tecnologie (non così facile certo, parlo a livello progettuale) con uno stile retrò...l'operazione è molto interessante, ma si ferma all'estetica, allo styling...è solo un rimando fittizio delle forme ai telefoni anni '50/'60. La cosa interessante invece è pensare di convertire i dinosauri in vecchietti aggiornati!


A tal proposito ho cercato qualche informazione quà e là e ho trovato questo sito americano (spark fun electronics) di nerds che si divertono a manomettere qualsiasi tipo di tecnologia vecchia e nuova per ottenere altro. Nel mio caso specifico non ho dovuto cercare molto, qualcuno di loro ci aveva già pensato ;-) Il post s'intitola "Portable Rotary Cellular Phone" e risale al 17 gennaio 2005.
Io lo farò tradurre a qualche amico smanettone, perchè alcuni punti - aldilà dell'inglese - non sono molto chiari e non saprei assolutamente dove infilare le mani. E voi? Perchè non customizzate pure voi un vecchio telefono? Tanto fra breve la telefonia di monopolio cadrà in rovina, il futuro vede piuttosto connessioni 24/24h in tutte le case e il quasi totale abbattimento della telefonia analogica...Pimp my rotary-phone!

Link: Spark Fun Electronics: Your source for prototyping supplies

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giovedì, maggio 03, 2007

io e flickr


Ho chiuso definitivamente l'account |effigiēi atque imāgĭnis| su fotolog per passare a un mondo più ampio e frequentato...parlo di flickr (portale Web in lingua inglese (di proprietà del gruppo Yahoo!) che permette di caricare - in forma gratuita ma limitata (100 Mb al mese), oppure illimitata ma dietro pagamento di abbonamento - delle immagini in un proprio spazio, a formare una specie di album fotografico, gestito poi con applicazioni Web direttamente nel Web browser. Questo servizio è usato anche come contenitore di foto da molti blogger e tutto ciò l'ha reso molto popolare - Wiki).

Potete collegarvi a questo indirizzo (che d'ora in poi starà sempre nella colonna qui a destra "Altri blog interessanti: miei e di amici" al secondo posto). Continua, però, il fake-concorso ridanciano dal nome "Scripta Manent" a cui nessuno, tranne kzk, ha mai contribuito...eheheh, non sapete cosa vi state perdendo ;-)

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sabato, marzo 31, 2007

Tachideina al Salone del Mobile 2007


Era da una settimana che soffrivo di un fortissimo malessere...mi alzavo ogni mattino e non riuscivo ad avere neanche lo straccio di un'ispirazione, figuriamoci una buona idea. Per due giorni interi ho massaggiato il nervo ideatore (situato a fianco del lobo temporale) cercando un'illuminazione, ma niente. Allora sono andato in farmacia e ho spiegato tutti i miei sintomi, anche se ormai l'avevo data per persa...e invece! Invece la farmacista mi ha presentato l'ultimo ritrovato delle ricerche farmacologiche pensato proprio per venire incontro a creativi di ogni genere: Art Director, Manager aziendali, Designer, Architetti, Pittori, Scultori, Fotografi, Poeti, Scrittori...insomma tutti quelli che fanno della propria vena creativa la base del proprio mestiere!

Tachideina - proideolo in pastiglie
Indicazioni: Trattamento dei sintomi di congestione delle vie creative, infiammazione del nervo ideatore e stati di convulsione progettuale.
(Non indicato per persone non ironiche, superbe o geni creativi)

:-) Questo ironico gadget verrà distribuito gratuitamente presso il Salone satellite (durante il Salone del Mobile-Settimana del Design a Milano dal 18 al 23 aprile). Si tratta del souvenir che distribuiremo dal nostro stand MADE IN ISIA e a cui invito voi tutti a partecipare, se potrete/vorrete!

Per la prima volta in assoluto i 4 Istituti Superiori per le Industrie Artistiche si manifesteranno al mondo intero in veste compatta (e non più singolarmente) pronte a promuovere il proprio valore storico e il proprio spessore culturale sul territorio italiano. Se vuoi saperne di più consulta i siti ufficiali dal portale isia.it o il blog isia.


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mercoledì, marzo 28, 2007

la carità è di destra, la polemica è di sinistra...


"Se dò da mangiare a un affamato, mi dicono che sono un santo, ma se mi domando perchè quell'uomo è affamato dicono che sono comunista"

Heldàr Camara*, Recife - Brasil



* 1973, premio Nobel per la Pace assegnato dall'AFSC.

Leggi l'articolo originale qui.



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martedì, marzo 27, 2007

Q-riositatem & Z.t.l. (Scripta Manent)


Pochi giorni fa è nata una proposta di collaborazione tra me e kzk di ztl (Roberto per gli amici ;-) e pensavamo di riunire in un unico Photo-Book la raccolta di immagini scattate per mezzo della nuova tecnologia (fotocamere e cellulari) da me e da lui in questi mesi. Quindi, per ora è ancora possibile guardare le mie vecchie foto scattate in giro per l'Italia sul mio|effigiēi atque imāgĭnis| (che tra l'altro, visto che non vaggio più così spesso, non è aggiornatissimo) ma tra un po' vi linkerò direttamente al nuovo sito in programma ok? Restate "connessi", eheheh...

Intanto datevi un'occhiata al vecchio post e partecipate anche voi al concorso dedicato alla scritta più cretina/figa/inutile/imbecille/irriverente/politica/blasfema/cristiana/romantica dell'anno dal nome "Scripta Manent" (cerca nei post di Novembre 2006)!

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lunedì, marzo 26, 2007

Breakfast around the world


Ricordo un mucchio di cose quando, durante la colazione, attendo che il caffèlatte si raffreddi un po'. Quel tempo che passa ha un'estensione ottima: nè troppo lungo per farmi riassopire nè troppo breve per mettermi stress. Non a caso è proprio durante la mattinata che riesco ad organizzare meglio impegni, pensieri e appuntamenti della giornata e della settimana. E mi vengono anche un sacco di idee.
Questo solo quando non mi sveglio a un orario indegno per colpa della sbronza della sera precedente...ultimamente un po' meno, dunque scrivo.

L'altro giorno ricordavo un po' le colazioni che ho fatto in giro per il mondo...tra alberghi e case di amici ospitanti. Veramente una grande varietà di scelta..e allora ho ricollegato la tesi di una ragazza che ha fatto l'ISIA e si è diplomata ancora negli anni '80, il cui argomento trattato era proprio quello della colazione, in particolare l'oggetto progettato era un portauovo...anche lei, prima di addentrarsi nella progettazione fatta di calcoli, ritiri e sottosquadri ha cercato di approfondire la conoscenza dell'argomento "breakfast nel mondo"...anche se all'epoca non c'era Internet, per cui è risultata un po'...succinta. Oggi ho voluto buttare su Google proprio la frase "colazione nel mondo" e, come di consueto, non posso che riportare gli esiti di questa ricerca flash ;-) trovata sul sito mangiaresano:

COLAZIONE ITALIA
In Italia la colazione più consumata risulta composta dai seguenti alimenti:
caffè, te’, latte, pane e marmellata. (NdR: nota anche la "colazione all'italiana" al bar, fatta di caffè espresso oppure cappuccino cremoso e cornetto - o paste, che meraviglia...giusto?)

COLAZIONE INGHILTERRA
In Inghilterra vediamo che la colazione già subisce una trasformazione vediamo entrare alimenti salati con alimenti dolci:
caffè, te’, latte, succo d’arancia, pane tostato, miele e o marmellata insaccati e o formaggi e cerali da gustare nel latte.

COLAZIONE GERMANIA
Anche in Germania ci sono alimenti dolci e salati ma prevalgono quelli salati:
caffè, te’, latte, yogurt, insaccati e o formaggi, uova pane tostato marmellata, burro.

COLAZIONE STATI UNITI
Qui la colazione è ancora più ricca :
caffè, te’, latte, yogurt , cereali, uova con pancetta, insaccati e o formaggi, frutta succo d’ arancia, pane tostato, marmellata, burro.

COLAZIONE FRANCIA
La colazione francese invece è simile alla nostra colazione:
caffè, tè, latte, croissant, pane e miele


Presto integrerò questa breve lista con altre indicazioni che ho scritte in forma cartacea...intanto se voleste darmi una mano a completarla...;-)

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domenica, marzo 18, 2007

Me and the music


Ho aperto questo blog più di un anno fa ma non ho ancora mai postato nulla di significante sulla musica. Strano per un vero appassionato come me. Eppure adoro la musica in un modo che non mi lascia molte parole da spendere, fa parte del mio quotidiano, sarebbe come scrivere sul perchè sbatto le ciglia...è una cosa molto personale, ho ampliato la mia conoscenza di gruppi e generi negli anni e tuttora mi sembra di non conoscere nulla. Mi brillano gli occhi a pensare quanta musica ci sia ancora da ascoltare, un po' come tutti i libri che restano da leggere...impossibile leggerli in una vita intera. Questo è quello che ho imparato dalla cultura Hip-Hop e, come molti, da rapper convinto dalle posse ad emcee sono diventato un cultore dei suoni, un riconoscitore di campioni assetato di nuovi generi...non mi sono fermato neanche di fronte allo sconfinato mondo del Funky-Soul-Jazz di metà anni '60/anni '70. Per la gioia di amici e conoscenti coi quali ogni tanto scambio Giga di musica...;-)


A tal proposito ho scovato un sito (forse solo uno dei tantissimi) brutto graficamente ma interessante [Fan of Music - Music story] visto che raccoglie e descrive una selezione dei dischi migliori (anno per anno) dal 1954 al 2005, comprese le copertine tra l'altro...so che non è come i-Tunes & Co. però è interessante leggere di dischi ai quali si è assistito il successo (per me vale dagli anni '90, come per molti di voi). L'unico difetto è che è francese, un problema per chi non lo mastica o per chi odia la Francia...questo sito include anche una sezione molto interessante [Charts Mondiaux] che include i link ai siti importanti del mondo, i quali pubblicano le chart aggiornate dei pezzi che vanno più in voga nei rispettivi paesi..per esempio la Top 20 Album USA di Billboard o la Top 100 dei singoli nel mondo. Campioni d'incasso e vendite...in Italia, non lo sapevo, fanno riferimento al sito della F.I.M.I. (Federazione dell'industria musicale italiana)...brrr, ancora per questa settimana c'è Meneguzzi in testa...non c'è da meravigliarsi, abbiamo dei buffoni in politica, figuriamoci nella musica - eheheh...

Caldamente consigliati a tutti gli appassionati di musica, di qualsiasi genere s'intende...

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mercoledì, gennaio 24, 2007

psst!

Sto lavorando alla mia tesi, prevista per il 15 di febbraio...se volete dare n occhio a quello che sto facendo andate su The Future e seguite il link ...:-)

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martedì, novembre 14, 2006

Continua il concorso "Scripta Manent" su |effigiēi atque imāgĭnis| !!!

Visto che le cose, se si fanno, si fanno per bene ho aperto un fotobook dove poter consultare tutte le immagini che scatterò (e scatterete si spera) in occasione di quest'iniziativa che sembra inutile e cretina - "Scripta manent" - ed effettivamente lo è ;-).
A parte gli scherzi (neanche tanto poi) vi annuncio che gli approfondimenti visivi dei vari post che scriverò d'ora in avanti li pubblicherò in quest'altra pagina apposita...molto comoda, tra l'altro, perchè è già suddivisa cronologicamente. Tanto per essere in tema con questo blog ho cercato di usare gli stessi colori dello sfondo e gli ho dato un nome atrettanto latineggiante (ma forse, questo, più corretto...chissà):

|effigiēi atque imāgĭnis|

Per ora non ho consentito di far commentare chiunque ma soo chi individuo io, così per non rischiare di dover perdere tempo (altro tempo...) ma più avanti si può aprire il commento libero...per ora non è prioritario. Questa nuova pagina (fornita gratuitamente - ma con restrizioni - dal servizio Fotolog) ha per ora l'esclusivo scopo di completare i post di questo blog. Troverete comodamente il link sempre in alto a destra sotto la voce "Altri blog interessanti: miei e di amici".

A presto a tutti!

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lunedì, novembre 13, 2006

Scripta Manent! Le mejo cose sui muri...

Ho deciso di rendere un servizio gratuito - così, per bontà - a tutta quella masnada di cafoni e ignoranti bifolchi che spesso scribacchiano sui muri di tutte le città. Eh sì, perchè non è giusto che il loro colto lavoro (di antiche origini) passi inosservato dai più: tanta dimestichezza col mezzo artistico e cotanta padronanza del lessico non possono, anzi, non devono esservi ignote...Ho addirittura sguinzagliato amici miei per le strade delle città armati di fotocamere digitali da 100 euro o cellulari di ultima generazione per rendere questa campagna promozionale più completa e, diciamolo, più divertente...per cui invito anche te che stai leggendo a partecipare a questo mini-concorso intitolato "Scripta Manent" e vedere a fine mese di dicembre quante e quali foto selezionare e premiare! Primo premio? Il compito di andare a ripulire...;-) (no, vabbè, adesso vediamo...)

...Modesto il ragazzo/ragazza...(foto Alex - Faenza, 23 gen 2006)


No comment (foto Alex - Faenza, 23 gen 2006)


...evidentemente non l'ha colto...(foto Mari - Torino, 18 nov 2006)

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giovedì, novembre 09, 2006

l'indolenza e l'indifferenza

Si vede che stasera mi va di scrivere..appena tornato da una "serata film" con amici ("Il calamaro e la balena" di Noah Baumbach) e mi torna in mente un argomento che viene spesso a distrarmi: la gente di faenza che non ti saluta pur conoscendoti. Non so se capita spesso fuori da questa città (anzi, paesone lo definisco di solito) ma qui è frequente mancare il saluto.

Da ragazzini ci si salutava tra maschi con un'alzata di mento e uno sguardo sicuro, uppure con un "", "Ueilà", "Oh", "E". Adesso tra amici ci scappa un "ehilà", "bella", "allora?"...qualche volta anche "Ciao". Però se ti capita adesso di incrociare per strada qualcuno e
per caso qualche vecchio compagnio d'infanzia o dell'adolescenza...non ci si saluta, si volta la testa dall'altra parte o si fa finta di niente. Il bello è che in realtà ci si riconosce subito...ma è passato così tanto tempo che - boh, capita solo qui, ne sono convinto - si ha un'autorizzazione a non rivolgere più il saluto. Poi, in realtà, se capita di essere il primo a forzare il saluto si viene corrisposti. E anche subito...da tempi comici, veramente.
E' questo che non capisco: è chiaro che ci si conosce e che ci si ricorda l'un l'altro, però il primo che "cede" perde! Non so quanto possa comprendere questo comportamento anomalo una ragazza...sono "cose da uomini" queste...da bambini cresciuti.


Poi ci sono le scritte per i muri della città. Manco avessero una bella grafia dico io...quattordicenni infottati - come me alla loro età - pigliano su la bomboletta e di fianco alla propria tag scrivono pure invettive politiche...a 14 anni non ne capivo una mazza di politica (ricordo che uno dei miei primi testi rap aveva una strofa in inglese che diceva "I don't even know what is Ku Klux Klan..."). Non che adesso ci capisca molto di più...ma mai mi sarei azzardato a lordare i muri con nient'altro che la mia tag.
Più che disprezzo o disgusto io ritengo che sti bambini siano confusi, e un bel po'. Non posso fare a meno di pensare a chi li ha educati. E come. E quanto spesso più che altro.

Non ne ho proprio voglia di scrivere lamentele facili a pensarsi...noiose a scriversi. Ognuno la pensa un po' come vuole, fatto sta che se si vuole parlare di vandalismo e aerosol art bisogna fare le dovute distinzioni. Però non è l'argomento di questo post.

L'indolenza la vedo in 'sti bambini, più piccoli di me ma che non sai dargli un'età...alcuni già sembrano miei coetanei. Non importa quello che sembrano (e sembrano veramente tutti uguali) perchè fra un po' sembreranno altro...una volta essere un "metallaro", un "punk", un "rapper" faceva veramente la differenza. Non eri qualcuno ma eri qualcun'altro.
Adesso che tutto ha contaminato tutto non importa se vesti i baggies: potresti ascoltare i Linea 77 e i Finley assieme a 50 Cent e Fibra. "Punkabbestia" che di Punk hanno ereditato solo il cane. Ma forse non solo...

...

No, pensandoci bene l'anarchia del "Fuck the System" aveva almeno un valore: essere contro i valori. I bambini di adesso sono "Fuck everything" e neanche loro sanno spiegarti il perchè. Perchè è come si sentono. Poi, però, si rifugiano tutti nelle canzoni d'amore scritte dai giovani cantautori e se ne fanno solido scudo se vengono accusati di essere una generazione dispersa...Vabbè, mi sto avvicinando troppo al ruolo del vecchio che bofonchia "Ai miei tempi era meglio...". Non era meglio, ma era più avvicinabile.

Qui, man mano che passano gli anni la situazione si complica sempre più: faccio fatica io a 27 anni a capire certe dinamiche giovanili di ragazzi che hanno non più di 7/8 anni in meno di me, non immagino che tragedia possa essere per un genitore quasi quarantenne...ed è di fronte a certi problemi - secondo me - che si reagisce con l'indifferenza.

Evitare è meglio che curare.

Per questo i ragazzini continuano ad essere indolenti e insolenti. E che i miei vecchi amici d'infanzia non mi salutano più.


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lunedì, novembre 06, 2006

Moti d'idee a Faenza

Bah..sembra che qualcosa si stia muovendo nel faentino..sentivo dire che Faenza, oltre a vincere il primo premio in Italia per la percentuale maggiore di banche e negozi d'abbigliamento pro-capite, conta anche il più alto concentramento di circoli culturali per numero di abitanti (!!?!?).
Non si direbbe, eh? Infatti. Noi stessi (movimento culturale giovanile, intendo) non ne sapevamo niente. Comunque.

Quando c'è il patrocinio del Comune, l'intervento interessato del Sindaco e dell'Assessore della Regione, tutti i permessi in regola...beh, il gioco è fatto: puoi allestire con colori vivaci una porzione dismessa della città sentendoti un eroe; puoi tenere la musica ad alto volume in barba ai vecchi rimbambiti che abitano di fronte giustificandoti con "abbiamo i permessi, signora, chiami pure il centotredici..." e bofonchiando "duemaroni sti vecchi.."; puoi avvinazzare tutti gli ospiti con vinaccio di terza categoria senza incorrere in multe o sanzioni; puoi alzare senza timore le spallucce a chi ricorda ingenuamente "...e la SIAE?"...Insomma, puoi fare un sacco di cose senza preoccupazioni...finalmente aggiungo.

Il 25 ottobre (2006) è partita quest'iniziativa "pilota", allestita-gestita-organizzata dagli studenti ISIA, che serve a più cose:
1. Comunicare che l'arte e la cultura a Faenza NON sono morte;
2. Annunciare l'intenzione di fare uscire allo scoperto le varie e molteplici attività culturali promosse dalle tante associazioni incluse in questo progetto; si parla di teatro, cinema, poesia, letteratura, serate a tema, appuntamenti fissi e speciali...tutti presenti a attivi nel circondario già da anni;
3. Diffondere la volontà di spingere Faenza oltre l'ormai arci-nota ceramica, non certo soppiantandola ma ampliandone (e migliorandone) la fama con il supporto dei sopracitati eventi culturali...ovviamente cercando di allargarne il raggio d'azione a tutto il territorio nazionale, non solo quello regionale. Questo è il motivo per cui hanno parlato di questa iniziativa (Moto d'idee) sia testate locali (Settesere), regionali (il Resto del Carlino) che nazionali (il Sole 24 Ore). (link al Comunicato Stampa sul sito del Comune di Faenza)

Noi ci si diverte sempre un sacco, non c'è che dire. Questa volta, però, la cosa più divertente sono state le domande dei passanti incuriositi che ci hanno visto lavorare per tutta la giornata: "Cos'è? Una sfilata"; "Quanto costano?" (rivolto ai 16 televisori facenti parte dell'installazione itinerante Tecla); "Dov'è l'ISIA?" (esattamente sull'altro ciglio della strada signore, da 27 anni...); "Da quant'è che fate 'ste cose?"; "Po-po-te-te abbassaaa-re la musica, c'è dell-a gente che vuole do-o-rmire.." (alle cinque del pomeriggio, provavo l'impianto...). Meraviglioso.

Nella foto in ordine da sin.: Riccardo Zanobini (www.zetastudio.it), io, Enrico Assirelli aka Chicco (rappresentante degli studenti ISIA con me), Andrea Magnani aka Magno (designisnotdead) e Riccardo Gambi (studente ISIA coinvolto nel progetto Tecla).

Rimanete attenti alle iniziative proposte, se non lo fate poi non lamentatevi che "a Faenza non succede mai niente".

Support your 5% local events!

approfondisci nel dettaglio: moto d'idee (sito ufficiale)
vedi più foto dei progetti esposti: relax-design (novembre) e designisnotdead

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giovedì, novembre 02, 2006

Fidarsi E' bene. Punto.


Riconoscersi: principio dell'esserci.

Guardarsi allo specchio. Ci si può distrarre in mille modi facendolo: la mattina appena alzati per vedere che faccia si ha e analizzarsi il viso, scoprire poi un nuovo brufoletto, un punto nero, un gonfiore dolorante...oppure mettendosi le mani tra i capelli e concludere il gesto da pettine col pensiero "Ma quanti capelli bianchi..!". Ognuno ha il suo modo e la sua frequenza di guardarsi allo specchio.
Eppure quest'oggetto di vetro e polvere d'argento ha un valore che abbiamo dimenticato subito, non appena fu inventato: restituirci la nostra immagine, confermarci che esistiamo. Un tempo fu lo specchio d'acqua, poi un sacco di superfici riflettenti, fino all'odierna definizione sublime dell'immagine di noi stessi...oggigiorno esistiamo "veramente". Ed anche "ad alta fedeltà" (!). Riusciamo a vedere proprio tutto di noi - difetti e pregi - riuscendo a cogliere gli scorci più estetici del nostro volto, imparando poi a giocare con i nostri profili migliori. Ci muoviamo, simuliamo situazioni immaginarie ("stai parlando con me?" in "Taxi Driver" di M. Scorsese - oppure la sua imitazione parodistica in "La Haine"), balliamo in sincro con altre venti persone...ma non pensiamo più al fatto che ci siamo, che esistiamo...e che la conferma definitiva ce la dà quest'oggetto.

Se non ci fosse lo specchio dovremmo basarci solamente sulla percezione che gli altri hanno di noi, e dedurne che infatti esistiamo anche noi. Che ci siamo. Però il semplice interagire con gli altri non basta, l'uomo deve vedersi...non gli basta toccarsi con le mani il corpo e la faccia, l'uomo deve vedersi per riconoscersi. Immaginate se vi togliessero la faccia come in "Face Off" ma non poteste osservarvi allo specchio. Io credo che impazzirei sapendo di avere un altro aspetto ma non avendo alcuna possibilità di specchiarmi...probabilmente sto raccontando un incubo.

Farsi riconoscere: seconda fase.

Una volta risolta l'assoluta necessità di "riconoscersi" segue quella del "farsi riconoscere", ovvero l'affermazione della propria identità (l'ego fa outing). Però non basta parlare con gli altri. La socializzazione facilita l'estensione delle proprie conoscenze e favorisce le possibilità di restringere il cerchio di interesse - individuando gli amici - fino a definirne uno molto confinato: gli affetti. Sono gli amici e gli affetti che completano l'opera dell'affermazione di sè dell'uomo: non solo interagiscono con lui e lo riconoscono, ma conoscono bene le sue caratteristiche (peculiarità, pregi, difetti, abitudini) fornendo prove essenziali per determinarne l'esistenza.


Sappiamo di esistere, e non solo di "esserci", grazie a queste persone. La fiducia in loro è vitale per l'accesso alla nostra identità più intima.

Concludo dicendo che questo mondo contemporaneo potrà anche avere tutti i nostri dati e monitorare le nostre mosse, le nostre vite, cercando di inventare continuamente la maniera migliore per farci fare esattamente quello che vuole, come comprare, accettare, rifiutare, odiare, amare, cambiare idea e altro ancora...Eppure questo mondo non riuscirà mai a strapparci la nostra vera identità, fatta di parole, sensazioni, emozioni, gesti, abbracci e sguardi...non almeno finchè rimarremo uniti tra di noi, tra amici.
Tra persone fidate.


Io so di chi fidarmi. E tu?


P.S. Come piccola variante "informatica" su questo tema - la fiducia - consiglio la consultazione del sito no1984 che mette in guardia sui rischi e pericoli del Trusted Computing. Prima di leggere il sito molto dettagliato e privo di alcuna immagine consiglio di scaricarvi e vedervi il breve filmato-documentario che è veramente un buon approccio all'argomento (molto ben fatto, tra l'altro).

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domenica, ottobre 15, 2006

Io e i miei dejà-vu

Non capita spesso, ma quando ho la sensazione di aver già visto una scena o una parte di paesaggio mai visti prima...mi soffermo. A volte capita di riconoscere man mano cosa sta succedendo, ricordando già cosa sta per succedere...si parla di attimi, pochi secondi ma è così.
Ok, forse è già strano il fatto che a volte mi capita di ricordare molto bene un sogno appena fatto e (magari anche) concluso e di raccontarlo appena aperti gli occhi, soprattutto se sono successi fatti incredibili in situazioni folli...per poi dimenticare i particolari così vivi dopo poche ore.

Ieri comunque mi è capitato di vivere una frazione di situazione che dovevo aver già raccontato a qualcuno, o comunque che ricordavo abbastanza bene. Mi sono fermato mettendo la mia attenzione "in pausa" e pensando ai vari perchè. A parte le teorie della reincarnazione mi è sempre piaciuto credere alla teoria delle infinite possibilità, teoria elaborata personalmente a metà del liceo, che mi dissero fosse già stata teorizzata da un filosofo russo d'inizio secolo...va beh, dopo anni mi capita tra le mani un bel ritaglio di giornale che ne parla (e che posterò prossimamente) oltre che un bel libro - un po' palloso - sulla teoria dei mondi infiniti e il mistero dei buchi neri...per chi non seguisse questo delirio di parole appena stese mi riferisco al tema affrontato dal film "Sliding Doors" dove la Paltrow, una mattina, prende la metro.
Il film si sviluppa poi su due vite che da quel punto si distingueranno molto: quella in cui lei - in ritardo - riesce ad entrare e quella in cui perde la metro.



Beh, ieri grazie a quel dejà-vu (o a quella semplicissima sensazione) ho avuto un po' quella sensazione, come se quello fosse - che ne so - un punto di svolta nella mia vita, seppur apparentemente insignificante.
Preso dalla consueta curiosità mi metto a fare domande ad amici e ricerche e incappo in questo nuovo servizio di Yahoo che consiglio un po' a tutti i curiosi: sul sito Yahoo! Answers chiunque può porre una domanda, scegliere l'area d'interesse e aspettare che qualcuno contribuisca a delucidare le idee...a me hanno risposto ben 5 persone in meno di 3 ore e quasi tutti sono stati esaustivi.

La mia domanda su Yahoo! Answers: chi sa dirmi qualcosa sui "dejà vu"? con che cosa hanno a che fare ? I dejà-vu sono forse momenti "già vissuti" o solo percezioni ingannevoli? Sono solo una sensazione che viene risvegliata da un "suggerimento" visivo o è qualcosa che si è relamente già visto/fatto/vissuto?

Una tra le risposte più interessanti:

Secondo gli psichiatri sono delle manifestazioni di particolari stati d'ansia. Quando l'ansia supera un certo limite il pensare di essere già stati in un posto toglie ansia.

Nella parapsicologia si ritiene che siano ricordi di vite passate che affiorano alla memoria. Non avrei nulla da dire se non avessi avuto delle amiche che hanno avuto episodi di deja vu in piazze che non esistevano cinque anni fa.
Credo nella reincarnazione e nell'ipnosi retroattiva, ma nel fenomeno del deja vu credo che non si possa dare un'unica spiegazione. Quindi alcuni casi come gli episodi delle mie amiche sono casi di ansia, altri possono essere situazioni che riportano alla mente episodi di vite già vissute. (ocima)


vedi anche: Chiedi all'esperto (Silvano Fuso)


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sabato, ottobre 14, 2006

La paranoia dei check-in

11 ottobre: Stansted London STN


Arrivato con quasi un'ora di ritardo partendo da Forlì, scendo per la prima volta all'aeroporto di Stansted, conosciuto da un botto di italiani negli ultimi 6/7 anni per via della Ryan Air che fa atterrare qui il 99% degli scali su territorio inglese.
La prima cosa che noto è che c'è un gran silenzio...la parte degli arrivi in realtà è subito in comunicazione con l'ingresso della struttra...in una Milano o Roma già si sentirebbe un gran chiasso, quantomeno di parlate ad alta voce. Prima di andare a ritirare i bagagli, come di consueto, c'è il controllo dei documenti (prima di arrivarci è tappezzato dappertutto di avvisi sul rinnovato "rinforzo" dei controlli ai passeggeri, scuse e invito alla pazienza) dove l'impiegato mi squadra già da lontano, saluta e, mentre mi controlla la carta d'identità, mi chiede: "da dove arrivi?" "Forlì" "Che paese?" "Italia" "..." "..." "Sei italiano?" "Si" "Sei sicuro?" "Si. Ah, beh, sì sono un mezzosangue, mia madre è brasiliana.." "Ah, ecco. Tutto a posto."
Ammazza, non si fida proprio del documento...


Nell'aeroporto si può pagare con entrambe le valute, se pagate in euro però vi danno il resto in sterline. C'è un'area che ricorda pesantemente un centro commerciale: zona ristorazione (1 rist. italiano, un bar italiano, uno "americano" e un pub irlandese), zona ludica (gioco al lotto e scommesse - questi inglesi - e sala giochi) e zona commerciale. Colpisce ripetutamente la mia attenzione quanti nomi italiani o "all'italiana" ci siano in così poco spazio, seppur grande...vedi gli esempi sotto..




Arrivata l'ora di imbarcarmi per il secondo aereo, passo dal check-in e in teoria dovrei andare ad imbarcarmi. In teoria.
C'è una fila lunga 150 m. di passeggeri che aspettano di varcare giusto il primo di ben 3 livelli di sicurezza:
1.
al primo una serie di ragazzi urlano alla folla tutte le tipologie di prodotti da togliere eventualmente dal bagaglio a mano, oggetti contundenti come forbicine e limette da unghie e ogni sorta di prodotto liquido/oleoso/gel...secondo le nuove norme anti-terrorismo estreme;
2.
al secondo c'è il classico check dei bagagli a mano con metal detector e relativa guardia che perquisisce a mano i passeggeri uno ad uno (da notare la tecnica con cui rivolge il dorso della mano in corrispondenza delle parti intime, per non incorrere in imbarazzanti situazioni ed essere tutelato dalla legge);
3.
come ultimo livello di sicurezza a stansted hanno ben pensato di piazzare un'altra postazione identica alla 2 dedicata, però, alla sola scansione delle scarpe...lascio alla vs immaginazione che odore ci sia in corrispondnza di quest'area...

In compenso, dopo soli 20 minuti (se consideriamo la mole di gente che c'era non è tanto...) tocca correre perchè pare che abbiano appena chiamato il volo. Macchè. Solo dopo un'ora e venti di ritardo ci sarà poi possibile salire a bordo e partire per Berlino.

La RyanAir dà l'impressione di essersi molto infiacchita, come del resto vuole la legge del marketing...una volta magari era più puntuale ma gli aeromobili erano degli scassoni sporchi...ora invece si viaggia su velivoli nuovi (gli Airbus 300 sono di recente acquisto: sedili in pelle e istruzioni di salvataggio fissate al sedile anteriore oltre alle ali più robuste ma allo stesso tempo più snelle...). Mah, questi viaggi low cost mi sembrano un po' troppo high time, che da un punto di vista Tayloriano significherebbe "perdita di soldi"...dunque un controsenso. O più semplicemente una chioda.

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lunedì, ottobre 02, 2006

il fantastico mondo di Lez

Oggi voglio parlare di Lez, all'anagrafe Lorenzo Lazzari, un mio amico che sfugge volentieri a qualsiasi tipo di etichettatura o definizione gli si voglia dare. Video-artista? Artista musicale? Ex cantante? Grafico pubblicitario? web designer? Audio-sperimentatore? Comunicatore? Anti-comunicatore? Filosofo? Beh, è veramente difficile inquadrarlo, anche per me che lo conosco...
Sicuramente Lez è un eclettico ed è tra le persone tra le quali conosco che meglio incarna il concetto dell'evoluzione delle cose, del loro susseguirsi subendo metamorfosi...moltiplicandosi o semplificandosi al minimo. La sua stessa vita, a parer mio, è l'esatto risultato del suo lato introspettivo momento per momento. Probabilmente è questo che mi affascina di lui, e la sua lunga serie di produzioni - e talvolta invenzioni - ne sono l'esempio più tangibile.


Gli Shinobi
4 anni fa (nel 2002 direi) ci conoscemmo perchè fu lui a contattarmi per entrare a far parte del suo gruppo, gli Shinobi. Il gruppo voleva provare la miscela di due cantanti con differenti background musicali per ottenere sonorità Funk-Rock-Rap. All'inizio suonavamo un po' come i Beastie Boys col groove dei RHCP (abbiamo suonato anche brevi skit-cover di classici rap tipo Public Enemy, Cypress Hill e Company Flow! ;-) per poi adottare velocemente suoni diversi e influenze più strane e complesse, tipo Primus o...boh, non saprei definirlo. Insomma, dall'esperienza con quei sei disgraziati (Lez, Nine, Tony, Dek, Lorenz e Cristian), tutti dannatamente bravi, ho imparato molto e sono maturato, musicalmente parlando, ampliando ancora di più la gamma di suoni nella mia testa. All'inizio del 2004 abbandonai il gruppo mio malgrado, il quale intanto stava evolvendosi rapidamente cambiando suoni e struttura alle canzoni; motivi di tempo e soldi mi impedirono di continuare l'esperienza con loro, tuttavia non ho mai smesso di seguire i loro progetti tenendomi in contatto con Lez, appunto.



* Immagini tratte dal concerto degli Shinobi al Capolinea (Faenza), gennaio 2003.


The Revenge of Shinobi e le sue attività

Il gruppo, una volta perso l'mc e anche il dj, mutò il nome in The Revenge of Shinobi e seguì un percorso che a raccontarlo sembra un romanzo. La produzione del nuovo gruppo é composta da una trilogia (Eta Carinae Nebula, Kage-no-Mai e Tros) e una registrazione acustica all'aperto (Kaleidos). L'ultimo capitolo della trilogia conclude anche l'esperienza del gruppo, che infatti da allora si è sciolto. Oltre a questa parte dedicata alla musica (con registrazioni autoprodotte di qualità medio-buona, realizzazione del packaging e distribuzione ai soli concerti in numero limitato di copie) Lez ha sempre affiancato ore di lettura e di web editing, pubblicando giorno per giorno gli sviluppi del gruppo e dei suoi esperimenti artistici. Ha curato ben 6 siti web di cui 4 ancora visitabili se andate alla sua homepage:

- in olezzo.com (chiuso il 3/3/2006) si è concentrato sulla sua attività di (video)artista e performer con esposizioni tra Imola e Castel San Pietro, partecipando alla 2a edizione di Inchiostro (a cura di Roberto Daolio, mio ex professore di Storia del Design);

- in therevengeofshinobi.com (chiuso anch'esso il 3/3/2006) è possibile leggere più informazioni a riguardo della trilogia di cui parlavo (sezione Extra), oltre che la biografia del gruppo (anche la vecchia degi Shinobi) ed è possibile scaricare interamente e gratuitamente tutti gli album!

- in pleze-refresh.com Lez ha realizzato un sito-photobook per la sola visualizzazione di foto scattate da lui esclusivamente per mezzo del suo Nokia 6600 che si concentra su due caratteristiche non contemplate in un normale sito del genere: la casualità e la possibilità di azione esclusivamente tramite il riazzeramento...il refresh per l'appunto. Ogni volta che premerete il pulsante "aggiorna" si caricheranno 5 foto in ordine casuale sempre diverse...così per tutte le volte che vorrete. In totale il sito contiene 788 foto;

- in foundsounds.org ha elaborato di nuovo il concetto della casualità, come in pleze-refresh, applicandolo ai suoni: il sito è una sorta di jukebox virtuale che carica a caso piccoli frammenti di registrazione digitale (suoni casuali registrati nel quotidiano) i quali, una volta suonati e visualizzati, danno origine a una cacofonia senza senso (anche se è meglio definirla composizione casuale) che è in realtà un'esperienza unica e irripetibile, visto che ad ogni refresh tutto succederà di nuovo -si- ma con un ordine e una sequenza completamente differenti..."che cos'è la musica? non può essere una sequenza organizzata di suoni? e non è forse una organizzazione la casualità?" parole di Lez, "per me foundsounds è musica a tutti gli effetti, come é "musica" tutto il suono che abbiamo intorno"...geniale, non c'è che dire.

Immaginatevi tutto il tempo speso per lavorare ad ogni singolo sito di cui sopra. Una visita ad ognuno é il minimo della retribuzione che gli si deve no?
E allora cosa aspettate, visitate l'homepage di Lez lasciando a casa domande come: "perchè?" e "a cosa serve?" e non mancherete di essere sorpresi e affascinati dal fantastico mondo di Lez...a World by Lez!



Ringrazio il Nonno per le immagini scattate, un abbraccio a tutti.

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