Come sensibilizzare al proprio "quotidiano"
Questa sì che è una genialata. Non dovrei dirlo, perchè non si fa, ma ci avevo già pensato anch'io...semplicemente non l'ho mai veramente realizzato. Cosa? Un azione di sensibilizzazione delle persone verso il proprio quotidiano, verso "le stesse, solite cose" che ci circondano...Quelle che - guarda un po' - ci sembrano diverse quando torniamo dopo una prolungata assenza da casa. La sensazione è che qualcosa è cambiato mentre eravamo in viaggio, anche se invece siamo cambiati solo noi (cambiano le persone, non i luoghi). Questa strana sensazione di "rivalutazione" della propria città (e la città è solo uno dei primi esempi) al ritorno da un lungo viaggio non è altro che il risultato di uno spostamento del proprio punto di vista sul mondo e sulle cose. E fin qua niente di che. Ma perchè non siamo in grado di provare la stessa sensazione senza muoverci fisicamente da dove siamo? Costa fatica, tutto qui. Spostare il proprio punto di vista è faticoso. Anche perchè è già faticoso averne uno di punti di vista.
Beh, il duo 0100101110101101.ORG (Eva e franco Mattes, gli inventori del finto artista serbo Darko Maver per intenderci) ci ha riflettuto sopra e ha ben pensato di installare al di fuori di un palazzo qualsiasi nel centro di Viterbo (in data 20/09/2006) una perfetta riproduzione del cartello contenente informazioni turistiche che si espone di solito all'esterno dei numerosi palazzi e chiese storici italiani. Solo che il cartello recita (clicca sulla foto per ingrandire):


Niente da dire se non che si tratta di una bellissima iniziativa che ha accolto - peraltro - numerosi apprezzamenti da parte di tutti i passanti. Ecco, il punto è che la finalità di operazioni come questa è quella di entrare in disuso, in quanto si auspica che le persone non debbano più necessitare di interventi artistici (Obey è un altro esempio eclatante) per riuscire a spostare il proprio punto di vista sul mondo. Ci riusciremo? Chissà.
Andate sul sito ufficiale, ne vale la pena ;-) 0100101110101101.org
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La linea
Sono in molti ad essere d'accordo sulla genialità di questo personaggio animato conosciuto negli anni '70, compresi critici d'arte, artisti e fumettisti che ne sono stati enormemente influenzati. Io ricordo di averlo visto, anche se per poco tempo, alla tv di mia nonna, in bianco e nero, agli inizi degli anni '80 durante nonsoquale programma...e non ho potuto non rimanerne affascinato...la semplicità di un'idea, una linea - una silouette umana caricaturizzata, che dà vita a qualsiasi genere di esperienze grazie proprio alle infinite possibilità fornite da ciò che normalmente viene considerato un limite: una linea orizzontale. Estremo minimalismo in sintonia con una delle tendenze artistiche degli anni '60 condito da un'ironia che prende spunto dalle abitudini dell'italiano medio, probabilmente del nord visto l'accento meneghino reso incomprensibile da doppiatore, anche questo negli stessi anni in cui Paolo Villaggio dava vita a due dei suoi personaggi più famosi, Fracchia e Ugo Fantozzi.
La linea fu ideata e realizzata da Osvaldo Cavandoli, nato il 1° Gennaio del 1920 a Maderno sul Garda ma cresciuto a Milano. Nel 1943, durante la guerra, fu deportato in Germania. Rimpatriato, lesse un annuncio dei fratelli Pagot che cercavano disegnatori per un nuovo cartone animato. Si presentò, realizzò qualche schizzo e fu assunto: nacque il così suo amore per il cinema d'animazione. Iniziò a lavorare come intercalatore e partecipò alla realizzazione del cortometraggio "Lalla e il funghetto" e "I Fratelli Dinamite", il primo lungometraggio animato della storia del cinema italiano. Dal 1950 al 1956, in seguito alla chiusura dello Studio Pagot, Cava aprì due studi di animazione col socio Moroni . Nel 1956 la società si sciolse e Cavandoli cominciò a lavorare per vari studi realizzando i "codini" delle pubblicità di Carosello in cui apparivano oggetti animati (coltelli che tagliano salumi, pasta che esce dalla scatola e così via).
"Sgomberai il tavolo e la mente da tutto ciò che mi ricordava il passato e l'esperienza acquisita. Mi stimolò a trovare qualcosa che sconvolgesse le teorie del "classico"...l'impostazione e l'animazione di personaggi elaborati non era il mio forte...io amavo l'azione e il movimento ed il fatto di dovermi soffermare per lungo tempo su un foglio a cincischiare con svolazzi e particolari mi bloccava. Ho cominciato a togliere dai disegni ed è venuta fuori "La linea". Oltre a quello, graficamente, non si poteva togliere altro. Era un controsenso, in quel periodo in cui i teleschermi ridondavano di bellissime pubblicità colme di ricche scenografie e di personaggi piacevoli e ben disegnati".
Correva l'anno 1969 e Cavandoli provò a proporre "Mr Linea", come si chiamò all'inizio, a varie grandi agenzie pubblicitarie, ma invano. Infine, avvenne l'incontro con l'ingegner Emilio Lagostina, non a caso collezionista d'arte, che vide in quello scarabocchio delle enormi potenzialità e lo prese come testimonial delle sue pentole a pressione. A completare un'idea già di per sé rivoluzionaria, l'omino fu doppiato splendidamente da Giancarlo Bonomi, che lo dotò di una parlata dall'accento vagamente meneghino, incomprensibile ma efficacissima nel descrivere gli stati d'animo e quindi intesa dal pubblico di tutto il mondo. Infine, un orecchiabile jingle di Franco Godi, un ritmo jazz con vocalizzi che in coda si trasformava nel noto motivetto "La Titina", parola sostituita per l'occasione da "Lagostina". Fu un successo incredibile: nel giro di breve tempo la Linea diventò uno dei personaggi più amati di Carosello e Cavandoli, inizialmente unico realizzatore, si fece affiancare da due abili animatori modenesi, Gianfranco e Loretta Marchesi. Nel 1972 la Linea diede vita a una striscia a fumetti e debuttò su Sorry per poi passare al Giornalino, riscuotendo un riconoscimento internazionale, il premio al Festival di Annecy, cui seguì l'anno dopo quello al Festival di Zagabria. Nel frattempo si moltiplicavano le vignette per i giornali, i volumi, i poster, i calendari.
Nel 1977 Carosello chiuse i battenti e molti studi d'animazione ne seguirono la sorte. Non fu il caso di Cavandoli: la Linea era popolarissima, l'autore rimontò gli spot di Carosello ricavandone un centinaio di film brevi da tre minuti che riscossero grande successo in 40 paesi...tranne l'Italia!
Incredibilmente, la TV di stato chiuse le porte a una delle sue creature più celebri. Il motivo è già stato accennato: nell'immaginario collettivo il personaggio è immediatamente associato alla pentola, per cui trasmetterlo significherebbe fare pubblicità indiretta...Questa forma assurda di censura non ha mai colpito altri personaggi dei cartoni nati in pubblicità, come Calimero, o comunque ampiamente utilizzati da essa, come gli Antenati o Silvestro e Titì. Non ci risulta che abbia neppure colpito interpreti celebri, come Gino Bramieri o Mike Bongiorno, che lanciarono slogan diventati addirittura modi di dire, "E mo'...Moplen" e "Concludendo...Grappa Bocchino!", rispettivamente.
Cavandoli ne fu giustamente amareggiato, ma per fortuna continuò a mietere successi all'estero, realizzando 56 episodi per la Tv franco-tedesca e tre approcci ironici al mondo dell'eros, "Eroslinea", "Sexilinea" e "Pornolinea".
Cavandoli ha avuto una splendida carriera, universalmente è riconosciuto come uno dei più grandi umoristi e animatori del mondo e alla bella età di 84 anni ha ancora voglia di lavorare e divertirsi, anche se vorrebbe ritornare laddove la sua avventura ha avuto inizio, la RAI. Sarebbe veramente ora di togliere questo incredibile veto a una gloria internazionale del nostro paese e non si comprende davvero perché solo la Linea sia stata così duramente perseguitata solo per motivi pubblicitari, a meno che, come abbiamo adombrato all'inizio, in realtà non se ne tema il messaggio eversivo e dissacrante... (fonte: pagine70.com)
link: TV 5 (france), pagine70.com (italia), millennio tutto da ridere (italia).
Etichette: arte, cartoni animati, fumetti, video
Arte e Cinema DA settembre
Riporto qui gli appunatamenti d'arte che non si possono perdere...o che comunque io non perderò:
MILANO
THE JEAN-MICHEL BASQUIAT SHOW
20 settembre 2006 - 28 gennaio 2007
Triennale di Milano
Che meraviglia! Continua anche quest'anno la serie di esposizioni più complete al mondo di esponenti della Pop Art e arte informale...gli anni scorsi la Triennale in collaborazione (sostanziosa) con la Chrysler hanno organizzato le retrospettive su Andy Warhol e Keith Haring (che ho ovviamente visitato entrambe ;-). Quest'anno si concentrano con opere (anche) inedite, foto e video sull'artista nero più controverso e sballato della NYC degli anni '80. Basquiat aveva la mia età quando morì (non ancora 28) nell'agosto 1988...Non vedo l'ora. Non di morire, chiaro.
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì
Ingresso: 8 € - 6 € - 5 €
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna, 6
Milano
Info: 02724341
MILANO FILM FESTIVAL (11a edizione)
20 - 24 settembre 2006
Piccolo Teatro - arena Civica - Teatro delle Erbe - Casa dei Registi, Milano
Oltre 2000 opere (film indie) provenienti da circa 90 paesi, registi famosi e sconosciuti. Aria molto diversa da Venezia e Taormina dicono.
link: milanofilmfestival
ROMA
ANDY WARHOL: REPENT AND SIN NO MORE!
27 settembre 2006 - 7 gennaio 2007
Chiostro del Bramante, Roma
Sempre in tema Pop c'è un altro appuntamento da non perdere a Roma: 80 tele (a Milano erano più di cento) che approfondiscono il tema della spiritualità e religione affrontato da Warhol. Niente di meglio per celebrare i dieci anni del Chiostro del Bramante (o forse era meglio una piccolissima mostra sul Bramante, anche se solo con foto? Boh...). Ci saranno opere famose, tra cui"The Last Supper"che se non ricordo male è stato l'ultimo quadro realizzato prima di morire...se potete andateci, oppure venite con me!
CHIOSTRO DEL BRAMANTE
Via della Pace (Centro Storico)
Tutti i giorni 10.00-20.00
Sabato 10.00-24.00
Domenica 10.00-20.30
Lunedì chiuso
PREZZI: Intero €. 9,00
Ridotto (il martedì escluso i festivi) €. 7,00
Info: 0668809035
CINA: NASCITA DI UN IMPERO
22 settembre 2006 - 28 gennaio 2007
Scuderie del Quirinale, Roma
Questa è una buona occasione per vedere dal vivo "più di 400 reperti di grande raffinatezza e impatto, alcuni dei quali mai usciti finora dalla Cina e provenienti da 14 musei cinesi".
"La mostra presenta al pubblico la civiltà cinese nel periodo che va dall'ultima dinastia pre-imperiale dei Zhou (1045 - 221 a.C.) alle due dinastie imperiali dei Qin (221 - 206 a.C.) e degli Han Occidentali (206 a.C.- 23 d.C.)". Insomma, un itinerario che passa in visione quasi mille anni di storia cinese...molto interessante, la abbinerò a quella di Warhol.
SCUDERIE DEL QUIRINALE
Via XXIV Maggio (Quirinale)
Dom-gio dalle 10 alle 20
Ven-sab dalle 10 alle 23
Chiuso il lunedì
Info 06696270
FESTA INTERNAZIONALE DEL CINEMA
13 - 21 Ottobre 2006
Auditorium Parco della Musica, Roma